Paperblog dire di gusto


"Hai mai pensato a quante parole ci sono per dire squisito?
Saporito...gustoso...appetitoso...delizia del palato...succulento...
da acquolina in bocca"

lunedì 11 luglio 2011

TARTARE DI MANZO AL MANGO

Con questo caldo....
Ti viene voglia di mare e di vacanza.
Insieme la voglia di cibo fresco. Niente zuppe, polenta, trippa, e quant'altro ci appesantisce.
Via libera al gelato, il re dei pranzi estivi, insieme a frutta e fresche insalate.
Ma la sapete una cosa? Al via anche ai carpacci, le crudités e le tartare!!
Si...le tartare... Lo so, non tutti amano mangiare la carne o il pesce crudo!
Ma io, nel pieno rispetto di secoli di storia, in cui l'uomo ha reinventato se stesso e ha saputo gestire in modo totalmente affascinante la grande scoperta del fuoco, voglio proprio dirlo...il crudo mi fa impazzire....
Geniale la cucina giapponese con il suo sushi. Grande Giuseppe Cipriani, che ideò il carpaccio nel 1950.
Mentre la tartare nasce dal recupero della carne dei cavalli abbattuti, perché feriti o ammalati, da parte di alcune polpolazioni nomadi della Mongolia, che la mettevano tra il dorso e la sella del destriero, modo in cui la macinatura della carne risultava quasi perfetta!!!
Quindi in origine la tartare era esclusivamente di cavallo, in seguito fu introdotta quella di carne bovina, oggi la si prepara anche con il pesce.
Quella di cui voglio parlarvi io è quella di manzo. Vi propongo la mi ricetta preferita, che ha lasciato sempre soddisfatti i miei ospiti. Mi raccomando alla scelta della carne...
Il taglio deve essere privo di grasso. Io prediligo il filetto, ma potete utilizzare anche lo scamone o la lombata magra.
La cosa migliore e' di sicuro tritare la carne a casa, ma nel caso non siate muniti di coltello affilato o di un apposito tritacarne, é meglio farvela tritare dal vostro macellaio di fiducia, ma per un utilizzo immediato!
TARTARE DI MANZO AL MANGO

  • 600 gr di filetto di manzo
  • 10 gr di erba cipollina fresca
  • 4 tuorli
  • 1 mango
  • sale rosa grosso
  • 4 cucchiaini di crema di rafano bianco
  • 4 cucchiaini di senape 
  • pepe mix da macinare al momento sul piatto

martedì 10 maggio 2011

1 MAGGIO....FAVE E PECORINO!

Per continuare con le abitudini tradizionali ecco cosa si mangia a roma il primo maggio: fave e pecorino.
Le fave di stagione, fresche, durano poco sui banchi della frutta. Alcuni non le amano, a me fanno impazzire...
Ricordo che anche mia mamma aveva una ricetta fissa in questo periodo: un mix di patate, carciofi, piselli e fave, cotto tutto insieme per condire la pasta, con sopra una bella spolverata della nostra ricotta salata.
Qui a roma, invece, mi dicono che mangiarle crude insieme al pecorino è una cosa talmente tipica che caratterizza la classica scampagnata del primo maggio. Al giorno d'oggi addirittura, scampagnata a parte, in questo periodo dell'anno molti ristoranti tipici te le offrono a fine pasto per rinnovare la tradizione.
Quindi, circondata da ottime forchette, il primo maggio, quest'anno l'ho fatto anche io come una vera romana!
Ma quello che è avanzato????
Il giorno dopo è diventato un irresistibile risotto!!
   RISOTTO FAVE E PECORINO
(ricetta per 4 persone)
  • 320 gr di riso parboiled
  • 300 gr di fave sgranate
  • 50 gr di pecorino di Norcia (più dolce)
  • 50 gr di pecorino romano grattugiato e 50 gr a scaglie (più saporito)
  • una noce di burro
  • pepe
  • 1 lt brodo vegetale per la cottura
  • 1/2 cipolla bianca 

sabato 23 aprile 2011

MUFFOLETTI LICATESI...ODORE DI CASA!

Vi state preparando tutti per la grande abbuffata di Pasqua????
Bene, bravissimi...sono certa che tra le mille delizie che degusterete non mancheranno alcuni fondamentali piatti della tradizione....
Cominciamo con quelle di casa mia: Licata. Oggi vi invidio piu' che mai miei cari compaesani... adesso vi starete gustando infatti un fantastico "muffoletto", magari con il tonno, la mozzarella, il pomodoro...oddio che delizia!!!
Per chi non lo sa, il nostro muffoletto è un pane che mangiamo per tradizione nel periodo pasquale, iniziando proprio il venerdì, ed è particolarmente saporito perché impastato con pepe e semi di finocchio. Una volta cotto viene farcito da molti con il tonno sott'olio, ma poi ognuno lo arricchisce come preferisce con aggiunta di pomodoro, mozzarella, provola affumicata, alici, o infine con la salsiccia, magari quest'ultima non il Venerdì Santo.
La ricetta per il pane:
  • 500 gr di farina di grano duro
  • 350 ml di acqua 
  • 20 gr di semi di finocchio
  • una manciata di pepe nero
  • sale
  • un cucchiaio d'olio d'oliva 
  • 25 gr di levito di birra

mercoledì 30 marzo 2011

FILETTI DI MANZO A CONFRONTO

Il filetto, la parte più pregiata di un animale e anche la più tenera.
Quello di cui voglio parlarvi e' quello di manzo. Io lo adoro perché lo posso lavorare in molti modi gustosissimi..il filetto di manzo infatti , rispetto a quello di vitello, ha una maggiore quantità di grassi, ma il gusto e' più deciso. Utilizzato per le tartare e le bourguignonne, e' ottimo anche semplicemente scottato sulla piastra ben calda, con fondo ricoperto di sale grosso, solo un paio di minuti per parte in modo che sia al sangue e condito con olio, pepe, aceto balsamico o salse a vostro piacere che non siano, ovviamente, troppo forti da coprirne il gusto.
E' vero che la semplicità é sempre la migliore scelta... ma a me piace complicare le cose e così, indecisa tra due ottime ricette, ho deciso di proporvele entrambe. Tra l'altro presentano anche un diverso contributo calorico, per cui potrete scegliere il modo che più si addice alla vostra alimentazione del momento.
Nella prima ricetta che vi presento abbiamo un apporto di grassi alto, in quanto a quelli del filetto aggiungo la pancetta, la senape, il burro e il miele. Quest'ultimo in realtà non influisce sulle calorie ma solo sul gusto.
Il miele che uso e' quello di Acacia. Sicuramente uno dei più conosciuti, e' particolarmente adatto a questa ricetta perché tiene lo stato liquido ed é più facile da lavorare anche a freddo. Inoltre ha un gusto semplicemente dolce; quindi non va a modificare il sapore del piatto, se non contrastando con il salato ed il piccante, lasciando inalterato l'equilibrio nel complesso. Al miele andremo a miscelare la senape piccante per ricercare il contrasto necessario alla riuscita del piatto.
Io ho avuto la fortuna di poter usare quella di Albert Ménès, una senape alla polvere verde del Madagascar, dal gusto delicato ma piccante dovuto appunto alla speziatura a base di questi particolari grani di pepe dall'odore intenso e il gusto pungente...
FILETTO DI MANZO AL MIELE
  • un filetto di 2 cm di spessore
  • 2 fette di pancetta tesa
  • 1 cucchiaio di miele d'Acacia
  • 1/2 cucchiaio di senape piccante
  • una foglia d'alloro
  • 3 bacche di ginepro
  • 1 ramoscello di rosmarino
  • 1 patata ( per il contorno)
  • una noce di burro
  • sale e pepe
Mescolate da una parte il miele e la senape in modo da ottenere una salsa liscia e omogenea. Preparate il filetto facendo delle micro incisioni su un lato per trattenere le bacche di ginepro. Inumidite i bordi con una parte della salsa preparata e avvolgete la pancetta intorno, potete aiutarvi con dello spago da cucina per non farlo cadere durante la cottura. Ponete sul filetto l'alloro e il rosmarino e fatelo insaporire per 30 minuti in frigo.
Intanto tagliate la patata in 4 spicchi e fatela bollire per 15 minuti.
A questo punto scaldate una padella, fate sciogliere una noce di burro e  dorare le patate da tutti i lati, e mentre continuano a cuocere mettete nella padella anche il filetto, cuocendolo 3 minuti circa per lato. Togliete le patate e sfumate il filetto con del vino rosso, magari uno fruttato e corposo, insaporite di sale e portate sul piatto, aggiungendo a filo ancora un po di salsa al miele, sia sul filetto che sulle patate, e un pizzico di pepe.

 FILETTO IN CROSTA DI SEMI DI PAPAVERO

Nella seconda ricetta non userò nè grassi nè oli in cottura.
La parte calorica sarà costituita dalla crosta di semi di papavero, quindi comunque, la ricetta risulterà "light".
  • 1 filetto di 2 cm  di spessore
  • 50 gr di semi di papavero
  • 100 gr di broccoletti
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaino d'olio d'oliva
  • sale e pepe

lunedì 21 marzo 2011

POLPO CON IL RISO


Oggi 21 Marzo inizia ufficialmente la primavera ed il mio spirito vacanziero mi suggerisce un ricordo culinario che voglio condividere...
Arroccato sulla baia di Aghios Nicolaos, sull'isola di Folegandros, raggiunto a fatica tra il caldo e gli scalini ricavati nella roccia, trovi il Papalagi. Locale in puro stile hippy, con relativo angolo vendita dell'artigianato etnico, curato da una delle più tradizionali gestioni familiari: mamma, papà e i due figli poliglotti, Paris e Takis, che intrattengono gli avventori con la loro cordialità e simpatia, alternandosi ai fornelli.
Invitati a sederci godendo di una meravigliosa vista del mare delle Cicladi, leggiamo il delizioso menù rilegato a mano, con la descrizione di numerosi piatti della tradizionale cucina greca  di mamma chef...
Essendo di origine italiana ci raccontano, con il loro italiano quasi perfetto, alcuni piatti, di cui uno, preparato da Takis, Paris infatti ci confessa che "il pesce preferisce pescarlo" piuttosto che cucinarlo,  mi ha particolarmente colpito e ho deciso così di farvelo assaggiare:

POLPO CON IL RISO

PER IL POLPO:
  • un grosso polpo da 1,5 kg circa
  • 500 ml di passata di pomodoro ( meglio se fatta in casa)
  • 1/2 cipolla tagliata a fette
  • 5 bacche di ginepro
  • 5 foglie d'alloro
  • 3 spicchi d'aglio
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 2 cucchiai d'olio
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • sale e pepe 
PER IL RISO:
  • 320 gr di riso parboliled
  • 1l di brodo vegetale
  • 1 bustina di zafferano
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • una noce di burro
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 1/4 di cipolla bianca
  •   

      sabato 19 marzo 2011

      La sorpresa di vitello

      Il mio fidanzato è a dieta, sacrilegio! Io che vivo della cucina... e lui, la mia amorevole cavia, ha avuto la brillante idea di rivolgersi ad una dietologa che gli ha confezionato una dieta da far invidia al menù di un carcere di massima sicurezza. Del tipo "pane e acqua"...  ma senza pane! Questo è uno dei motivi per cui non avete avuto mie notizie, non avendo infatti sapori freschi da descrivere ho avuto una specie di blocco dello scrittore.
      Ora uscita dalla fase di shock mi sono rimboccata le maniche e per l'unico pasto della giornata che gli è concesso, e che di conseguenza è concesso a me, mi sono impegnata per alleviare le sue/nostre sofferenze  provando questa ricetta, totalmente priva di carboidrati e grassi, il cui risultato devo dire ha sbalordito anche me. A quel punto non ho potuto resistere alla voglia di condividere questa ricetta anche con voi, dedicandola a tutti quelli che si stanno impegnando già da ora per superare con successo la prova costume.
      ecco a voi la
      SORPRESA DI VITELLO 
      ( ricetta per 4 persone)










      • 600gr di carne di vitello tritata, mi raccomando più magra possibile
      • 1 zucchina grande
      • 1 carota
      • 500 gr di funghi champignon
      • 1 spicchio d'aglio
      • succo e buccia di un limone
      • prezzemolo
      • timo
      • salvia
      • pepe
      • sale rosa dell'Himalaya

      martedì 15 febbraio 2011

      RATATOUILLE...

      Ratatouille....sono certa che legato a questa parola c'è il ricordo del simpatico topolino del film d'animazione, che la preparava in un modo fantastico...da far venire voglia di poterla assaggiare.
      Pensando a quella particolare rivisitazione ho deciso di creare un nuovo piatto ispirato, proprio, alla ratatouille.
      Di origine francese, nasce come piatto povero dei contadini, che lo preparavano d'estate con verdure fresche di stagione.
      Puo' essere servito come piatto a sé stante, o come contorno. In origine non conteneva le melanzane, perchè non della stessa stagione delle altre verdure. Poi in seguito sono state introdotte...
      La mia ricetta l'ho chiamata ratatouille in crosta perchè contiene le stesse verdure...provatela e ditemi se vi piace..
      RATATOUILLE IN CROSTA
      Per la crosta:
      • 350 gr di farina 00
      • 100 gr di maizena
      • 120 gr di burro
      • 150 ml di latte
      • 1 uovo
      • sale e pepe q.b.
      Per la ratatouille:
      • 1 melanzana
      • 1zucchina
      • 1 peperone rosso
      • 2 pomodori rossi
      • 1 cipolla
      • 1 spicchio d'aglio
      • sale e pepe
      • basilico
      • spezie
      • 1 uovo e 3 cucchiai di formaggio grattugiato (servono per fare compattare la ratatouille all'interno della crosta)

      giovedì 13 gennaio 2011

      CANNELLONI DI MILA

      Siccome le ricette di Natale non vengono mai sole, vi parlero' di un'altra bravissima cuoca che ho scoperto in quest'ultimo anno e che è mia suocera.
      Simpaticamente dice di saper fare solo 4 cose; io posso dire di non aver mai mangiato la stessa cosa ogni volta che sono stata a pranzo o a cena da lei, e quindi dico si, è vero sa fare solo 4 cose...alla volta!!!
      Anche questo Natale, come per  tradizione sua e di gran parte delle famiglie del centro Italia, alla vigilia abbiamo preparato e mangiato pesce (qualcuno mi contraddica se mi sbaglio e non e' una tradizione ma una regola cattolica, perchè su questo argomento ci sono diverse correnti di pensiero ed io non ho ancora trovato la risposta). Ha creato un piatto, senza sbirciare dai ricettari, portando una novita' a tavola che ci ha lasciati tutti soddisfatti, sia per l'idea che per il gusto.
      Dopo la lasagna di pesce dell'anno scorso quest'anno ci ha proposto i cannelloni ripieni al baccala.
      CANNELLONI AL BACCALA'
      • 20 cannelloni
      • 500 gr di baccalà
      • 100 gr di ricotta fresca
      • 500 ml di passata di pomodoro
      • 1 lt di latte
      • 2 spicchi d'aglio 
      • sale
      • pepe
      • basilico
      • prezzemolo 

      domenica 2 gennaio 2011

      STRUFFOLI DELLA MIA MAMMA

      Perdonate l'assenza...ma, sapete, le feste sono la mia specialita', i regali, le cene e le serate...beh si, c'e' un sacco da fare!
      Io ho anche lavorato tanto e adesso mi rilasso scrivendovi, con qualche linea di febbre da stress post natalizio!! E' il secondo anno che mi capita e prima di questa doppietta non mi era mai successo di ammalarmi durante le feste. Sicuramente crescendo le feste diventano uno stress, finché si è piccoli e' tutta un'altra cosa, il clima natalizio ha tutto un altro odore. Tutto quello che ti circonda sono decorazioni luminose, alberi, presepi, canti natalizi e soprattutto babbo natale con la sua slitta piena di regali!!!
      Eh si, ricordi...ricordi di cene con un numero indefinito di parenti e di tutte le specialita' che riuscivi ad assaggiare, preparazioni di decine di mani diverse. A casa mia, poi, tutti bravi in cucina, per me tutti chef  ognuno con la sua specialita'. Dal salato al dolce era un continuo di prelibatezze... se mi mettessi ad elencarle tutte sarebbero non so quante ricette, quindi restringo il cerchio e vi parlo di cio' che piu' mi faceva sentire il Natale, quello vero, quello di famiglia, cioe' gli STRUFFOLI della mia mamma.
      Per lei che è di origine campana e' una tradizione di famiglia farli ogni anno durante le festivita' ovunque si trovi. E ovunque si trovi non ne prepara mai solo un piatto perché, sempre per tradizione, i piatti devono essere tanti e sparsi tra le famiglie di amici e parenti, cosicche' tutti possono godere di quella dolcezza del palato, che stimola il cervello e riscalda il cuore in un bocconcino piccolissimo. A malincuore devo ammettere che non li ho mai fatti...non perché non ne sia capace o perche' richiedono  tempo o perchè sia una ricetta difficile, ma perchè il mio cuore di figlia non riesce a dimenticare l'odore di quelli della sua mamma e non vuole spezzare la magia che quei piccoli dolcetti le fanno sentire.
      E cosi' miei cari lettori, dopo due natali senza i miei struffoli, quest'anno c'e' mamma, che oltre a coccolarmi per la mia influenza, mi fa il mio dolce natalizio preferito, riaccendendo in me il calore di casa.
      Io voglio regalarveli e una volta assaggiati fatemi sapere cosa ne pensate...

      STRUFFOLI

      • 500 gr di farina 00
      • 3 uova intere
      • 7 tuorli 
      • 10 cl di anice
      • 500 gr di miele
      • 25 gr di diavolina 

      giovedì 9 dicembre 2010

      LA PASTA FROLLA

      La pasta frolla e' l'impasto di base per crostate e biscotti.
      Ne esistono numerose ricette, diverse nelle dosi e nella procedura, ognuna vantandosi di essere la migliore, per la friabilità, la dolcezza, la compattezza della pasta, ecc..., secondo me la migliore è quella che ci piace di piu', quindi piu' varianti avrete da provare, piu' sarete in grado di decidere qual'è la vostra preferita. 
      Così, anche io, oggi, voglio proporvi la mia pasta frolla, descrivendovi nel procedimento le varie accortezze che bisogna avere nel farla e i vari modi per utilizzarla...
      LA PASTA FROLLA
      (dosi per 2 crostate di 28 cm di circonferenza)
        

      • 500 gr di farina 00
      • 250 gr di zucchero
      • 250 gr di burro
      • 2 uova
      • 1/2 bustina di lievito per dolci

      mercoledì 1 dicembre 2010

      Cheeseburger di Berlino

      Gli artisti della cucina si nascondono, anche, in quei posti che possono sembrare fast food...come??
      Ve lo racconto io, che sono una grande fan dello slow food e che amo la cucina con prodotti anche si calorici, ma genuini, freschi e stagionali.
      Burgermeister di Berlino, semplice struttura di ferro sulla strada, classico "PANINARO" si pensa, l'unico che a mezzanotte puo' torglierti la fame dopo un lungo viaggio...ragazzi, il miglior cheeseburger che abbia mai mangiato, fatto nel modo che tra poco vi spieghero', sicuramente non da fast food, con prodotti si super grassi ma buoni buoni buoni!!
      La ricetta che oggi vi voglio presentare e' per Giorgia, anche se non credo che non sappia cucinare, e per Gloria, perché anche un panino bisogna saperlo assemblare...grazie ragazze..

      CHEESEBURGER DI BERLINO
      (ingredienti per 4 persone)
      • 4 hamburger (fateveli preparare dal vostro macellaio di fiducia, devono essere di manzo e spessi 1,5 cm)
      • 4 panini tondi di quelli con il sesamo 
      • 8 fette sottili di pancetta tesa 
      • 4 fette di formaggio fondente saporito
      • 2 pomodori grossi maturi
      • 4 foglie di insalata verde

      giovedì 25 novembre 2010

      Galletto all'arancia

      Miei cari lettori e' successo quello che mai ti dovrebbe accadere, soprattutto quando hai degli ospiti: non sapevo cosa preparare per cena...
      Forse non avevo lo stato d'animo giusto, forse ero cosi concentrata a fare bella figura da essere vittima di un blocco, fatto sta che mi mi sono ritrovata a fare una spesa di cose totalmente inutili prima che mi si sbloccasse la mente...
      A voi non capita mai??
      Beh, quando succedera' ricordatevi di me e della mia soluzione, alla fine infatti i commensali si sono leccati i baffi e io sono andata a letto soddisfatta.
      Il galletto amburghese, piccolo, buono, versatile ad ogni tipo di ricetta e facile da accompagnare con qualsiasi contorno.
      Ovviamente io l'ho preparato a modo mio, aiutata dal burro, re dei grassi e delle calorie ma che rende tutto piu' buono. Spesso cerco di evitarlo ma ieri sera ho abbondato per rifarmi di tutte le volte in cui ho rinunciato!!
      Ed ecco il mio

      GALLETTO ALL'ARANCIA
      (ricetta per 4 persone) 
      • 4 galletti amburghesi
      • 125 gr di burro
      • 5 arance
      • timo
      • rosmarino
      • curry
      • origano
      • sale e pepe

      martedì 2 novembre 2010

      TAGLIATA DI POLENTA AI FICHI E SPECK

      Ricordo che fino a qualche anno fa, l'unica cosa che non riuscivo proprio a mangiare era la polenta, che a mio parere era totalmente priva di gusto.
      Trasferitami per ragioni di lavoro per qualche tempo in un piccolo paesino tra le Dolomiti, Arabba in provincia di Belluno a 1800 m d'altitudine, qualcuno mi fece ricredere sul gusto della polenta.
      In pieno mese d'agosto, quando volentieri vai a passeggiare tra colli e boschetti, se sei fortunato trovi qualche funghetto rimasto li per caso, se lo sei di più  qualche baita, abitata da persone che conosci appena ma che piene d'entusiasmo e cordialità ti invitano a rimanere a pranzo con loro. Ovviamente la camminata e l'aria leggera ti mettono fame, come rifiutare...
      Quindi sono rimasta e, dopo essermi messa a mio agio, scopro che la donna di famiglia stava rigirando con un grande mestolo,  in un enorme pentolone posto sul fuoco vivo della legna, proprio lei... la polenta!!!!
      I quel momento mi è sembrata una vera fortuna vedere che il marito, non molto lontano da lei, preparava delle buone salsicce alla brace.
      Pronto tutto, seduti a tavola, la donna, stanca ma orgogliosa e fiera del suo lavoro, si appresta a porre su ogni piatto una cucchiaiata di polenta e... splat!!! Ok, così non sembra gustoso per niente, ma quello che provavo io in quel momento era proprio uno "splat". Il punto al quale voglio arrivare comunque e' un altro, io quel giorno l'assaggiai per cortesia e finii per mangiarla di gusto e chiedere anche il bis!
      D'altra parte, credo di non essere l'unica ad aver pensato che non fosse buona prima di assaggiarla... la consistenza e il colore non la rendono così appetitosa. Ma in realtà è un'ottimo accostamento a numerosi piatti, quasi come il pane, e come questo e' buona anche da sola.
      Praticamente mi resi conto che io la polenta non l'avevo mai assaggiata fatta bene, vi lascio solo immaginare che gusto con le salsicce appena tolte dalla brace...
      Ora vorrei suggerirvi un modo per farne una molto saporita da servire nello stato solido, riscaldandola solo appena prima di consumarla, magari come antipasto.
      Detto questo passiamo alla ricetta...
      TAGLIATA  DI POLENTA AI FICHI E SPECK
      ricetta per 4 persone
      Per la polenta:
      • 350 gr di farina di polenta
      • 1 litro e 1/2 d'acqua
      • 1 cucchiaio di sale
      • una noce di burro
      Per il condimento:
      • 8 fette di speck
      • marmellata di fichi
      • 40 gr di farina 00
      • 50 gr burro 
      • 500 ml latte
      • 50 gr parmigiano grattugiato
      • noce moscata 
      • sale e pepe


      domenica 31 ottobre 2010

      PENNETTE DI HALLOWEEN

      Non ci vogliamo mica dimenticare Halloween!!!
      Eh si, perché, non so voi, ma a me dispiace utilizzare la zucca solo per la tipica scenografia, svuotandola e illuminandola con una candela...
      Ho una ricetta, giusta appunto per chi, come me, preferisce mangiarla.
      Per creare l'atmosfera giusta potete decorare la tavola con le classiche zucche portacandele.

      PENNETTE DI HALLOWEEN
      (ricetta per 4 persone)
      • 400 gr di zucca
      • 350 gr di penne rigate
      • 2 pomodori 
      • 150 gr di pancetta affumicata
      • 1/2 cipolla bianca
      • 20 gr di erba cipollina
      • una noce di burro
      • sale e pepe
      • foglie di basilico fresco
      • 4 cucchiai di parmigiano

      sabato 30 ottobre 2010

      Patate al limone

      Nel mio paese, quando un alimento ci piace molto, si dice che " E BBONU PURE SBATTUTU MURA MURA", ossia che e' buono in qualsiasi modo anche sbattuto al muro!!!
      Ecco, così io definisco le patate.
      E credo di non essere la sola...
      Chi da bambino non ha fatto scorpacciate di chips, per trovare nella confezione una sorpresa, e non le mangia ancora oggi per accompagnare l'aperitivo? Chi non va matto per le mitiche french fries con le salse da abbinare? Quale mamma  non cucina il pollo al forno senza utilizzare le patate come contorno? Chi non ha mai assaggiato le patate al cartoccio?Per non parlare degli gnocchi di patate... E cari i miei lettori, in spagna ci fanno la tortilla, la regina delle frittate fatte con le patate, in Germania abbiamo le tradizionali Kartoffen per accompagnare wurstel o stinchi di maiale e potrei continuare all'infinito...
      Ebbene si, potrei stare qui a fare un elenco interminabile di piatti, perché le patate sono presenti  in innumerevoli ricette, facendo godere il palato tanto in piatti tradizionali, quanto in rivisitazioni più elaborate...
      La patata, conosciuta storicamente come il "cibo dei poveri", è il 4°alimento più diffuso al mondo per le sue proprietà nutritive e perché rappresenta una delle principali fonti di sostentamento a livello mondiale.
      Per non parlare di qualche piccolo utilizzo domestico: quando avevo la febbre, la mia mamma le tagliava a fette e me le legava sulla fronte con un panno perché assorbissero il calore; qualcuno mi ha detto che aiutano a togliere alcuni tipi di macchia, o per pulire l'argento.
      Insomma, la patata, regina in cucina, buona addirittura con la buccia, famosa quest'ultima per la presenza in essa di molecole che aiutano la prevenzione di tumori o del diabete.
      Fatta questa doverosa presentazione, vediamo di cucinarcele...
      La ricetta di cui vi parlerò oggi e' da attribuire ai simpatici (anche se quella sera, ricordo, non lo sono stati molto) abitanti di Atene che con la loro bravura mi hanno fatto ricredere sul fatto che le patate per me non avessero più segreti. Senza considerare il fatto che, non si sa perché, ma le patate in Grecia mi sono sembrate più buone...

      Loro non mi hanno dato la ricetta, ma io le ho provate cosi...


      PATATE AL LIMONE
      (RICETTA PER 4 PERSONE)
      • 500 gr di patate
      • 1 limone
      • una noce di burro
      • 1 spicchio d'aglio
      • 500 ml di brodo vegetale (meglio se preparato da voi)
      • rosmarino
      • sale e pepe

      lunedì 25 ottobre 2010

      "IL POLLO E L'UVA..."

      Arriva l'autunno, periodo perfetto per la vendemmia.
      La vendemmia, compimento di un duro anno di lavoro nei campi, un'esperienza da vivere, meglio se in famiglia, poiché il lavoro viene alleggerito da quella serenità e armonia che solo con i tuoi puoi trovare.
      Discendendo da una famiglia la cui maggior parte dei componenti ha scelto di essere agricoltori come mio nonno, da piccola ho avuto il piacere grandissimo di stare con loro in mezzo ai campi, o nelle serre, per la semina e la raccolta di svariati prodotti della terra. Per me era come un gioco e mi divertiva fare quello che facevano i grandi. Solo crescendo ho appreso quanta fatica e quanto sudore si nascondevano dietro quel gioco.
      Oggi porto ancora con me il ricordo di quelle giornate passate con i miei cugini, come ci divertivamo quando ritornavamo a casa seduti coi piedi a penzoloni sul retro dell'ape insieme alle casse d'uva,  quanta ne mangiavamo durante il trasporto, l'atmosfera di festa durante la pigiatura e soprattutto la dolcezza del mosto di cui eravamo ghiotti.
      Non posso dimenticare la gara che ogni anno facevano i miei zii a chi preparava il vino migliore e soprattutto la mia prima "degustazione". Avevo 10 anni quando mandai giù tutto d' un fiato un bicchiere del vino giudicato all'unanimità come il migliore di quell'anno, che però era destinato a mia madre...Mai distrazione mi fu più gradita!
      Pensando a quei giorni ho preparato questa ricetta, facendo arrivare all'uva non la famosa e superba volpe di Fedro ma un semplice pollo.

      ROTOLO DI PETTO DI POLLO ALL'UVA
      (ricetta per 4 persone)
      • 500 gr. di petto di pollo in un'unica fetta 
      • 4 fette di prosciutto cotto
      • 250 gr. di uva nera
      • 500 ml di vino rosso (possibilmente un vino corposo e fruttato)
      • 1 cucchiaino di origano
      • 1 cucchiaino di curry
      • 1 ramoscello di rosmarino fresco
      • 2 foglie di alloro
      • 4 cl di brandy
      • una noce di burro
      • uno spicchio d'aglio
      • sale e pepe

      giovedì 7 ottobre 2010

      TORTINO DI RISOTTO ALLE FRAGOLE

      Stasera vi voglio raccontare di come un piatto può diventare un modo per fare colpo sul vostro partner...
      Certo se volete organizzare una cenetta romantica, considerando anche un dopo cena, non potete mica preparare un piatto di pasta e fagioli buono come quello di vostra madre e neppure un arrosto, non per niente ma in queste occasioni si finisce spesso per cuocerlo troppo o troppo poco... e poi più che favorire un dopocena romantico sono ottime scorciatoie verso il classico pisolino sul divano.
      No, non voglio essere presuntuosa ma un bel piatto fresco, buono e "AFFASCINANTE" ce l'ho io per voi!!!!
      Io con questo mi sono guadagnata parecchi punti con il mio lui...e ancora funziona! ;)
      Per voi il mio "TORTINO DI RISOTTO ALLE FRAGOLE".

      ingredienti (per due persone ovviamente!):
      • 160 gr. di riso basmati
      • 10 fragole
      • una noce di burro
      • 2 cucchiai di formaggio grattugiato
      • 500 ml di prosecco
      • 1/4 di cipolla bianca
      • sale 
      • pepe
      • zenzero in polvere
      • foglie di menta fresca

      domenica 26 settembre 2010

      MATSATA CON ORIENTAL

      Passeggiando per i vicoletti della χώρα di Folegandros, vieni accolto da una schiera di locali e ristoranti dal tipico stile greco: casette bianche con porte, finestre e arredamenti color pastello, con numerose piante e fiori profumati a incorniciare tutto, come in uno stupendo quadro.
      Continuando a girare per il delizioso borgo, pero', trovi qualcosa che fa la differenza: una cucina in muratura, tavoli marroni posti sulla piazza esterna, di fronte all'apertura utilizzata per il servizio; un'innumerevole quantità di quelle che a primo impatto sembrano "cianfrusaglie", vecchi libri e un grande albero come arredamento.
      Come spezia ad insaporire il tutto un menu' che sembra scritto apposta per confonderti le idee....
      Se la diversità non ti spaventa ma t'incuriosisce, sedendoti scoprirai il vero senso della parola accoglienza e il vero sapore della cucina greca.
      Il "Nicolas place", un ristorante uscito non da una cartolina, ma dalla mente creativa di un ingegnere giramondo. Dopo aver assaporato i suoi gustosi piatti come per incanto ti accorgi che le cianfrusaglie sono rompicapi dalle soluzioni quasi impossibili o utili attrezzi creati da Nicolas per semplificare il suo lavoro; il menù da incomprensibile diventa, invece, semplicemente logico e l'albero una bacheca dove lasciare un messaggio.
      Quello che vi propongo oggi e' la fusione tra la tradizione culinaria di Folegandros e l'inventiva di Nicolas: la MATSATA con ORIENTAL.
      La matsata, appunto, e' la pasta fresca così come viene fatta sull'isola, semplicemente con acqua e farina di grano duro, che sembra un incrocio tra una tagliatella e una pasta alla chitarra.
      Nicolas ce la prepara sul momento e ce la serve con un condimento nato, come innumerevoli altri piatti che trovi sul menù, dal suo personale gusto. Io tenterò di riproporvela cosi', nella sua semplicità.

      MATSATA CON ORIENTAL
      (ingredienti per quattro persone)

      per la Matsata:
      • 400 g di semola di grano duro
      • 200 cl di acqua tiepida
      • sale
      • un cucchiaio di olio
      per il condimento Oriental:
      • 250 g di feta
      • 100 g di pomodori secchi
      • 4 foglie di lattuga
      • peperoncino
      • olio

      mercoledì 22 settembre 2010

      Il regalo di Ila...

      Ogni sabato e domenica a Roma, a due passi dal Circo Massimo, la campagna si fa "Amica". Grazie ad un'iniziativa della Coldiretti e del Comune di Roma e' possibile, infatti,  fare la spesa in modo sostenibile ed eco-compatibile in un mercato, allestito in quello che un tempo era il vecchio mercato ebraico del pesce, in cui il produttore vende direttamente al consumatore la propria mercanzia, in perfetta sintonia con i dettami del "chilometri zero".  Camminando attraverso i banchi di frutta e verdura, carne e formaggi, attirata dalla vivacità dei venditori-produttori, dai colori e gli odori dei loro prodotti, ho acquistato quelli che sono poi diventati gli ingredienti della ricetta che vi propongo oggi.

      IL REGALO DI ILA
      (ingredienti per 4 persone)
      • 100g di prosciutto crudo a fette
      • 100g di riso parboiled
      • 2 zucchine
      • 2 patate
      • 1 uovo
      • una noce di burro
      • un cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato
      • 20 g di pecorino romano
      • marmellata di zucca
      • origano
      • zenzero in polvere
      • sale e pepe
      • semi di papavero per decorare

      lunedì 20 settembre 2010

      Casarecce alla besciamella di mela

      Prendete un grande appartamento, buttateci dentro 6 ragazzi di eta'compresa tra i 20 e i 26 anni, teletrasportati lontano dalla famiglia e dalla mamma che non faceva mancare mai nulla, aggiungete un lavoro notturno,mescolate il tutto e il piatto è pronto....o meglio "VUOTO".
      Eh si; perché di solito, in questi casi, torni a casa alle 3 di notte e per qualche oscuro motivo hai una fame indomabile e ben poco per placarla.
      Giri disperato per la cucina e hai a tua disposizione:spezie provenienti da ogni parte del mondo,  che non conosci neanche, pero' le hai, farine di ogni tipo, il pan grattato che ha lasciato tua madre l'ultima volta che è venuta a trovarti, ma nessuna traccia di qualcosa che sia in grado di soddisfare la tua fame.
      Poi apri il frigo e, oltre alla serie di cose non identificate e non commestibili, trovi le mele verdi della coinquilina a dieta (che, beata lei, già dorme), un tozzetto di formaggio "stagionato naturalmente in frigo", una busta aperta di una rughetta di supermercato già lavata e anche un po' appassita, un po' di formaggio cremoso da spalmare, chissà dove.
      Le bocche da sfamare intanto sono 4...dunque ecco la ricetta che ne ho tirato fuori.
       LE CASARECCE ALLA BESCIAMELLA DI MELA
      • 400 g di casarecce
      • 2 mele
      • 50 g di rucola
      • 80 g di burro
      • 2 cucchiai di farina
      • formaggio grattugiato
      • sale e pepe